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    Intervento Radio Onda d'Urto

    28 Giugno, 2007 12:34

     

    Saremo intervistate via telefono stasera tra le 8 e le 9 durante una trasmissione di Radio Onda d'Urto di Milano!

    ascoltate 

     


    Rag Dolls: Beauty and Blackness

    28 Giugno, 2007 12:01

     

    Installazione presente alla ladyfest:

     

    Ci sarà anche il workshop:

     Qual'è il nostro concetto di bellezza? Resistiamo agli stereotipi di bellezza imposti dai media e in che modo? Qual'è la nostra percezione di quello che è diverso da noi? dell'altra? In che modo ci confrontiamo con questa differenza? E' possibile costruire strategie di resistenza? In che modo?

    en français... (Continua)

     


    Kings of Rome

    28 Giugno, 2007 12:00

     

    Show durante la ladyfest:

     kings of rome


     


    Judith Butler, Vite precarie

    24 Giugno, 2007 18:48

     

    Judith Butler, Vite precarie.  Contro l’uso della violenza in risposta al lutto collettivo, Meltemi, 2004; tit. or. Precarious life.  The powers of mourning and violence, 2004.  Judith Butler filosofa femminista, attivista del movimento gaylesbico e ebrea, fa valere queste sue posizioni per portare una critica profonda all’idea che la guerra sia una risposta adeguata all’attacco terroristico subito dagli Stati Uniti il famoso 11 settembre 2001.Lei dice che con la risposta insensatamente violenta all’attacco subito, gli USA hanno perso una grande occasione, quella di mettere in discussione il delirio di onnipotenza, tipicamente “primomondista”, quello per cui le società occidentali in generale e quella statunitense in particolare si autorappresentano come invulnerabili.  A fronte di popolazioni degli altri mondi che noi abbiamo costruito come vulnerabili per definizione e che non possono accedere a nessun grado della sicurezza (dall’acqua, al cibo, all’aria, ai bombardamenti che possono in ogni momento cadere sulle loro teste) ci siamo costruiti questo mito dell’inattaccabilità. Lei invece propone di mettere la vulnerabilità al centro di una nuova e più profonda riflessione politica.  Tutti nasciamo in una situazione di vulnerabilità assoluta, e per sopravvivere abbiamo dovuto affidarci a un altro (per lo più a un’altra).  Più in generale ogni giorno viviamo nella vulnerabilità sociale, ovvero affidandoci agli altri, fidando come minimo nel fatto che non saremo attaccati, feriti, da chi incontriamo ogni giorno.  Per questo ogni violenza è anche violenza psicologica, perché ferisce questa nostra innata tendenza a af-fidarci.Noi non siamo indipendenti, e questa nostra dipendenza, anche nell’identità, viene fuori nel modo più drammatico quando subiamo un lutto grave, la perdita mette in questione chi siamo noi.  Era questa consapevolezza che doveva venire fuori con il lutto dell’11 settembre.Eppure era facile trovare strumenti politici atti ad affrontare questa nuova situazione di vulnerabilità, sono quegli stessi strumenti che i movimenti GLBT e i movimenti femministi hanno dovuto mettere a punto per rispondere al fatto che in quanto gay, lesbiche, transessuali e donne siamo state costruite come violabili e attaccabili: “Negoziare una vulnerabilità immediata e senza precedenti: quali possibilità ci sono?  Quali sono le strategie a lungo termine?  Le donne conoscono bene questo problema, lo conoscono praticamente da sempre, e nessun aspetto del trionfo coloniale ha reso meno netta la nostra esposizione a questo tipo di violenza.”  La giusta risposta, dice, è quella di una nuova coalizione femminista internazionale.  

     


    Carole Pateman, Il contratto sessuale

    24 Giugno, 2007 18:45

     

    Carole Pateman, Il contratto sessuale, Editori Riuniti, 1997, Ed. Or. The sexual contract, 1988 E’ la teoria politica femminista più convincente mai scritta sul contratto di matrimonio e sul contratto di prostituzione.   Pateman comincia ricordando le teorie del contratto sociale che sono alla base delle società “democratiche” e liberali occidentali.  Nota come tale teoria sia basata su “storie congetturali” dove il gruppo dei figli (maschi) dà l’assalto al potere assoluto del padre e ne prende il posto, fondando una società di liberi e uguali (“contratto sociale”).  Manca però una parte fondamentale in questo racconto mitologico, il momento in cui i fratelli rivoltosi si sono accordati per avere un accesso “uguale” alle donne, e nello stesso momento le hanno relegate nella servitù, confinandole nel privato ed escludendole dalla società dei liberi e degli uguali.  (Continua)

     


    Definizioni

    23 Giugno, 2007 09:30

     

    Femminismo

    "Il femminismo è un movimento politico socialista anti-famiglia che incoraggia le donne a lasciare il marito, ad uccidere i figli, a praticare la stregoneria, a distruggere il capitalismo e a diventare lesbiche » Pat Robertson (politico cristiano e tele-evangelista, usa)

     

    altre definizioni... (Continua)

     


    Grace et Volupté Van Van

    23 Giugno, 2007 08:33

     

    in concerto durante ladyfest:

    van van

    Per poter cantare durante il concerto di Grace et Volupté Van Van, ecco i testi (con relativa traduzione approssimativa):

    CHELSEA
    Black glasses,
    Dress from the sixties,
    She look like she does,
    Lesbian porno movies,

    Deeper, deeper, deeper,
    1234

    Gender studies,
    You know what it is?
    Be political,
    Use your asshole,

    Deeper, deeper, deeper,
    1234

    I want more gloves and cunts and fingers,
    Licks and lips and tits,
    Don't focalize on genital parts,
    Masturbate your nose now,
    Not only couple scene introduce the machines,

    I don't want to buy dildos,
    We have to be DIY,
    No way we buy,
    I need more fantasy,
    You know « le plan uro »,
    We have to be safe sex,
    Lick the latex,

    Begin the scene,
    Begin to play,
    Begin the game,
    Begin the revolution,

    Deeper, deeper, deeper,
    1234

    Deeper/ Deeper Clap
    ***

    Occhiali neri
    Vestiti degli anni sessanta
    Ha l’aspetto di una che fa
    Film porno lesbici

    Più profondo, più profondo, più profondo
    1234

    Studi di genere,
    Sai che cos’è?
    Sia politic@
    Usa il tuo buco del culo

    Più profondo, più profondo, più profondo
    1234

    Voglio più guanti e fighe e dita
    Lecca e labbra e tette
    Non focalizzare sulle parti genitali
    Ora masturba il tuo naso
    Non ci sono solo scene di coppia

    Non voglio comprare dildi
    Dobbiamo essere DIY
    Assolutamente non comprare
    Ho bisogno di più fantasia
    Sai l’urolagnia
    Dobbiamo fare sesso sicuro
    Leccare il latice

    Inizia la scena
    Inizia a giocare
    Inizia il gioco
    Inizia la rivoluzione

    Più profondo, più profondo, più profondo
    1234

     

    TAKA
    [Refrain]
    J'suis ton cachet d'aspirine
    J'me dissous dans ta cyprine
    Laisse lécher donc
    Les coutures de ton jean

    J'suis ta barbe-à-papa
    Je te colle entre les doigts
    Je ne veux pas en rester là
    J'ai encore envie de toi

    Je perds tous mes complexes
    Avec mes gants en latex
    Des boudins au bout des doigts
    Je ne les calcule même pas
    [Couplet 1]
    Taka l'dire vite fait, avant d'aller au WC
    Taka l'dire « secrète », juste en ouvrant ma braguette
    Taka l'dire « discrète », en fumant une cigarette
    Taka l'dire en anglais, j'ferai semblant de pas écouter

    Taka l'dire avec les doigts, c'est promis je broncherai pas
    Taka l'dire doucement, pendant que j'me brosse les dents
    Taka l'dire en l'air pendant que j'ouvre une digue dentaire
    Taka l'dire demain, avant d'partir le matin
    [Refrain]
    [Couplet 2]
    Taka l'dire doucement, en enlevant mes vêtements
    Taka l'dire en rigolant, après ou bien même pendant
    Taka m'le dire à l'oreille, je te répondrai «pareil»
    Taka l'dire vénère, en gueulant comme une mégère

    Taka l'dire en jean moulant, je trouverai ça très touchant
    Taka l'dire tragique, sur une lettre avec un Bic
    Taka l'dire vulgaire, j'suis ta meuf j'suis pas ta mère
    Taka l'dire le matin, juste avant de prendre ton train
    [Refrain]
    ***

    Sono la tua compressa di aspirina
    Mi dissolvo nella tua  ciprina
    Lasciami leccare
    Le cuciture dei tuoi jeans

    Sono il tuo zucchero filato
    Mi appiccico tra le tue dita
    Non voglio fermarmi qua
    Ho ancora voglia di te

    Perdo tutti i miei complessi
    Con i miei guanti in latice
    Estremità delle dita grasse
    Non le noto neanche

    Dillo in fretta, prima di andare in bagno
    Dillo “segreta”, aprendo la mia cerniera
    Dillo “discreta” fumando una sigaretta
    Dillo in inglese, farò finta di non ascoltare




    Dillo con le dita, promesso, non farò problemi
    Dillo dolcemente, mentre mi lavo i denti
    Dillo in aria, mentre apro una diga dentale
    Dillo domani, prima di partire al mattino





    Dillo dolcemente, togliendomi i vestiti
    Dillo ridendo, dopo o anche durante
    Dimmelo all’orecchio, ti risponderò “anch’io”
    Dillo incazzata urlando come una megera





    Dillo in jeans attillati, lo troverò molto toccante
    Dillo in modo tragico, su una lettera con una Bic
    Dillo in modo volgare, sono la tua tipa non tua madre
    Dillo al mattino, appena prima di prendere il tuo treno

     

    Tribute to Miss Kitin
    Je ne suis pas jalouse
    J'ai tellement tout déconstruit
    Je porte des slips kangourou
    Et cela sans kiki
    Alors tout va bien
    Oui, je vais très bien

    We are not fuckfriends
    We are not girlfriends
    We don't do in romantic, saphic, and dramatic relationship
    We are so post-structuralist  for this fucking shit

    Je me taillade le ventre avec mes ciseaux à bouts ronds,
    Ils sont roses et les griffures sont profondes
    Les gouttes perlent a la surface de la peau
    Je trouve ça jolie


    We are not lovers
    We are not girlfriends or whatever
    We don't know jealousy
    We are so post-structuralist for this fucking shit

    Mon compte mobile est bloqué pour l'étranger
    Tout ça pour une histoire de baisers
    Ma facture a explosé
    On a juste essayé de se réconcilier
    Mais mes affaires sont sur le palier

    We are not lovers
    We are not fuckfriends, girlfriends or whatever
    We don't know jealousy
    We don't do in romantic saphic and dramatic relationship
    We are so post-structuralist for this fucking shit.
    ***


    Non sono gelosa
    Ho discostruito tutto così bene
    Indosso slip con la tasca
    E sanno di pipì
    Quindi va tutto bene
    Si sto molto bene

    Non siamo amiche che scopano insieme
    Non siamo fidanzate
    Non abbiamo relazioni romantiche, saffiche e drammatiche
    Siamo troppo post-strutturaliste per questa fottuta cosa

    Mi tagliuzzo la pancia con le forbici dalle punte tonde
    Sono rosa e i graffi sono profondi
    Le gocce formano delle perle alla superficie della pelle
    Penso sia una cosa carina

    Non siamo amanti
    Non siamo fidanzate o niente del genere
    Non conosciamo la gelosia
    Siamo troppo post-strutturaliste per questa fottuta cosa

    Il mio cellulare è bloccato per l’estero
    Solo per una storia di baci
    La mia fattura è scoppiata
    Abbiamo solo cercato di riconciliarci
    Ma le mie cose sono sul pianerottolo


    Non siamo amanti
    Non siamo fidanzate o niente del genere
    Non conosciamo la gelosia
    Non abbiamo relazioni romantiche, saffiche e drammatiche
    Siamo troppo post-strutturaliste per questa fottuta cosa

     

    Post Post Colonial Song
    Handicapé-e-s je veux t'baiser
    Ca fera bien sur mon CV
    Laisse-moi monter sur ta machine
    J'ferai des photos pour mon fanzine

    Mon orgasme en suspension
    A la vision de ton moignon

    La pauvreté me fait mouiller
    Précarité au fond de ma raie
    J'préfère les fists de RMIstes
    C'est encore mieux si t'es métis-se-s

    J'ai déconstruit ma blanchitude
    Au contact des lesbiennes kurdes

    Minorités en faculté
    Dans les amphis des racisé-e-s
    Y en a aussi qui sont pédés
    Et parfois même hormoné-e-s

    Addition des oppressions
    Fais augmenter l'excitation

    Ma famille est prolétaire
    Avec les pauvres je sais y faire
    J'ai souffert plus que toi
    Alors en débat la ramènes pas

    Enfance sordide, minou humide
    Tes cicatrices me rendent liquide

    Pour les vacances je vais squatter
    Un building tout délabré
    Tu pourras me toucher
    Dans la zone de gratuité́

    Si t'es crust c'est le must
    Vieux pantalon, transpiration

    T'es toxicos ou alcoolos
    Moi je kiffe trop les anormaux
    Quand tu te piques à l'héroïne
    Ca fait couler toute ma cyprine

    Erotisation des oppressions
    Résultats de ma réflexion

    Moignon, mignon dans mon fion,
    Handi, joli, sex-party,
    Galère, misère, c'est super,
    So queer, so queer, so funny!

    Moi j'ai un corps trop pas normé
    J'ai une boule de gras sous le pied droit
    Ca fait bien un copain gros
    Mais c'est un peu trop pour mes photos

    Te faire grossir c'est mon plaisir
    J'reste accroché à tes bourrelets

    Si t'es trans-pute et sans papier
    J'ai bien envie de t'embrasser
    Rien que l'idée de te faire payer
    Ca suffit à m'exciter

    Sex-worker fait mon bonheur
    Dominatrice je bois ta pisse
    So queer, so queer, so funny!
    ***

    Andicapata/o, ti voglio scopare
    Fara bella figura sul mio curriculum
    Lasciami salire sulla tua macchina
    Farò foto per la mia fanzine

    Il mio orgasma in sospensione
    Alla vista del tuo moncone

    La povertà mi rende umida
    Precarietà nel fondo del mio culo
    Preferisco i fist da disoccupata/o
    È ancora meglio se sei meticcia

    Ho dicostruito la mia bianchitudine
    AL contatto di lesbiche kurde

    Minorità in facoltà
    Negli anfi delle/gli razzizzate/i
    Ce ne sono anche ceh sono froci
    E a volte anche armonizzati

    Addizione di oppressioni
    Fa aumentare l’eccitazione

    La mia famiglia è proletaria
    Con le/i poveri so come fare
    Ho sofferto più di te
    Quindi non tirartela durante i dibattiti

    Infanzia sordida, patata umida
    Le tue cicatrici mi rendono liquida

    Per le vacanze squatterò
    Un palazzo che cade a pezzi
    Potrai toccarmi
    Nella zona di gratuita

    Se sei crust, è il must
    Vecchi pantaloni, sudore

    Sei tossico o alcolizzato
    A me piacciono un casino le/gli anormali
    Quando ti fai di eroina
    Mi fa colare la cipria

    Erotizzazione delle oppressioni
    Risultati delle mie riflessioni

    Moncone, carino nel mio culo
    Andi, carino, sex-party
    Andi, carino, sex-party
    Guai, miseria, che bello
    So queer, so queer, so funny!

    Il mio corpo non è per niente normato
    Ho una palla di grasso sotto il piede destro
    Fa bella figura avere un amico grasso
    Ma è un po’ troppo per le mie foto

    Farti ingrassare è il mio piacere
    Rimango attaccata ai tuoi cuscinetti

    Se sei trans-puttana e senza documenti
    Ho voglia di baciarti
    Solo l’idea di farti pagare
    Basta a eccitarmi

    Sex-worker fa la mia felicità
    Dominatrice, bevo il tuo piscio
    So queer, so queer, so funny!

    CRUST-MOI
    Brosser les dents
    Raser les aisselles
    Passer l'aspirateur
    Faire la vaisselle
    Je veux pas crust-moi crust-moi crust-moi

    Je veux pas savonner la chatte
    Epiler les jambes
    Epiler les bras
    J'veux garder mes cheveux gras
    Crust-moi crust-moi crust-moi

    M'épiler, me laver, nettoyer les WC, je veux pas.
    Briquer, parfumer, exfolier mes pores gras, je veux pas.
    Crust-moi crust-moi crust-moi.
    ***


    Lavarmi i denti
    Rasarmi le ascelle
    Passare l’aspirapolvere
    Lavare i piatti
    Non voglio crust me, crust me, crust me

    Non voglio insaponarmi la figa
    Depilarmi le gambe
    Depilarmi le braccia
    Voglio tenere i capelli unti
    Crust me, crust me, crust me

    Depilarmi, lavarmi, pulire il cesso, non voglio
    Lucidare, profumare, esfoliare i miei pori unti, non voglio
    Crust me, crust me, crust me

     

     Be Raped
    Musique: L. Montaudoin.
    Textes: F. Gil de Muro, L. Montaudoin, C. Valverde Serrano.

    [Chorus]
    Be raped, Be raped, Be happy!
    Vagin déchiré, ça c'est vraiment branché,
    Anus trop serré, il n'y a qu'à le forcer,
    Be raped, Be raped, Be happy!

    Mais quel plaisir d'être humiliée,
    mais quel plaisir d'être rabaissée,
    ç'aurait manqué dans ma journée.
    Baisse la tête ou j'te fous dans la Garonne!
    Les filles parlent trop,
    occupent trop d'espace,
    il vaut mieux les taper,
    elles l'ont bien méritées.
    Putain, mais file-moi une clope sale pute!
    J'en ai pas je lui dis trois fois,
    après tout j'aurais pu rester chez moi.
    Mais j'aime trop avoir peur de marcher dans le noir,
    mais j'aime trop avoir peur de sortir le soir,
    mais j'adore baisser les yeux devant toi mon gars,
    mais j'adore marcher vite car j'ai peur de ta bite;
    je suis une vraie salope, je ne peux pas m'en empêcher...

    [Chorus]
    Oui je pense que nous sommes ici en face d'un problème d'identité, un refus du phallus, un refus du pénis, qui marque une non réponse au régime normal hétérosexuel. Je pense que vous faites un retour vers la mère, un retour vers l'enfance, vous faites un Oedipe raté, vous êtes perverse, perverse, perverse...

    Oui vous avez raison, c'est combien la consultation?
    J'adore me toucher la chatte, sous la douche c'est l'éclate,
    merci le psy, maintenant je sais que la masturbation c'est pas la solution.
    Donnez-moi le O de Ovaire,
    Donnez-moi le E de Enfants,
    Donnez-moi le D de Don de soi,
    Donnez-moi le I de Irection,
    Donnez-moi le P de Papa,
    Donnez-moi le E de Encore des enfants!

    Oedipe, normalize normalize us,
    Oedipe, normalize normalize us,
    Référent masculin, j'ai besoin, j'ai besoin,
    Vous pouvez m'en donner? Où je peux en trouver?
    Vous pouvez m'en donner? Où je peux en trouver?
    [Chorus]
    Spéculum glacé, pour mieux me controler,
    Tampon desséché ça me rend hystérique,
    Vêtements trop serrés et je peux plus bouger,
    Viol punitif parce que je le vaux bien.


    Chez le psy, dans la rue, chez mon père, BE
    RAPED
    Chez le psy, dans la rue, chez mon père, BE RAPED
    Chez le psy, dans la rue, chez mon père, BE RAPED
    ***

    Be raped, Be raped, Be happy!
    Vagina strappata, è veramente tredny
    Ano troppo stretto, basta forzarlo
    Be raped, Be raped, Be happy!

    Ma che bello essere umiliata,
    ma che bello di essere sminuita
    Mi sarebbe mancato nella mia giornata
    Abbassa la testa o ti butto nella Garonne!
    Le ragazze parlano troppo,
    occupano troppo spazio,
    meglio pichhiarle,
    l’hanno meritato.
    Cazzo, dammi una sigaretta brutta puttana!
    Non ne ho gli dico tre volte,
    insomma avrei potuto stare a casa.
    Ma mi piace troppo aver paura di camminare nel buio,
    ma mi piace troppo aver paura di uscire la sera,
    ma adoro abbassare gli occhi davanti a te ragazzo mio,
    ma adoro camminare veloce perché ho paura del tuo cazzo,
    sono una vera troia, non riesco a farne a meno…

    Sì, credo che ci troviamo davanti ad un problema d’identità, un rifiuto del fallo, un rifiuto del pene che segna una non risposta al regime normale eterosessuale. Penso che Lei faccia un ritorno verso la madre, un ritorno all’infanzia, sta facendo un Edipo mancato, Lei perversa, preversa, perversa…


    Sì, ha ragione, quanto costa la seduta?
    Adoro toccarmi la figa sotto la doccia, è un o spasso.
    Grazie psi, adesso so che la masturbazione non è la soluzione.
    Datemi la O di Ovaire, (ovaie)
    Datemi la E de Enfants, (figli)
    Datemi la D di Don de soi, (dono di sé)
    Datemi la I di Irection, (irezione)
    Datemi la P di Papa, (papà)
    Datemi la E di Encore des enfants! (ancora dei figli!)

    Oedipe, normalize normalize us,
    Oedipe, normalize normalize us,
    Referente maschile, ho bisogno, ho bisogno
    Me ne puoi dare? Dove ne posso trovare?
    Me ne puoi dare? Dove ne posso trovare?



    Speculum ghiacciato, per controllarmi meglio
    Assorbente secco, mi rende isterica,
    Vestiti troppo stretti e non posso più muovermi,
    Stupro punitivo perché io valgo

    Dallo psi, per strada, da mio padre BE RAPED
    Dallo psi, per strada, da mio padre BE RAPED
    Dallo psi, per strada, da mio padre BE RAPED

     

     


    Madame P

    23 Giugno, 2007 08:23

     

    in concerto durante ladyfest: 

    madame p                 madame p



     

     

     


    Pippi Langstrumpf

    23 Giugno, 2007 08:14

     

    dj durante ladyfest:

     PippiPippi

     


    intervento radio 110

    07 Giugno, 2007 11:46

     

    Il 30 maggio, alcune di noi sono andate alla radio dell'università di torino a parlare di ladyfest ma non solo. Ascolta.

     


    King Kong Théorie

    03 Giugno, 2007 15:37

     

     

    Questo libro di Virginie Despentes è uscito l'anno scorso in Francia, tradotto in italiano è diventato King Kong Girl (perché eliminare la parola teoria?!). Dopo una serie di romanzi, King Kong théorie è un "saggio" molto autobiografico, la continuazione della sua analisi iniziata in Scopami o Les jolies choses sulla condizione delle donne nella società, le difficoltà dell'emancipazione e i ruoli (fossilizzati) conferiti alle donne e agli uomini.
    Parla attraverso il suo vissuto di come è stata stuprata, si è prostituita selezionando clienti su minitel (antenato francese di internet), ha realizzato Scopami, film censurato e che ha risvegliato un onda di puritanesimo e ipocrisia riguardo alla pornografia e alle donne.
    Questo testo è anche ispirato a femministe come Angela Davis, Joan Rivière, Gail Pheterson, Monique Wittig e Judith Butler. Spiega come è diventata "Virginie Despentes" facendo scoppiare le idee moralizzatrici sullo stupro, la prostituzione o la pornografia nei suoi romanzi e le sue partecipazioni a trasmissioni in televisione.
    Si oppone alla dittatura dell'apparenza e dei canoni della bellezza (essere magra, ecc.) imposti alle donne. Parla di quello che la società si aspetta da una donna, il controllo sociale che ne risulta, di quello che la società usa con una morale assolutamente ipocrita per mantenere un ordine patriarcale orientato alla soddisfazione degli uomini.
    Molto interessante anche la riflessione sulla paura dello stupro assimilata sin da bambine. O meglio la paura della possibilità di essere stuprata. Il divieto di fare male agli uomini. L'assenza di un'insegnamento della difesa contro lo stupro che lascia come unica soluzione lo stare rinchiuse a casa. Ragionamento paradossale quando si sà che la maggior parte degli stupratori sono persone conosciute dalle persone stuprate (padri, fratelli, zii, compagni, mariti, amici, preti, ecc.).

    Una lettura chiara, diretta, pratica e anche divertente.

     


    I racconti dell'ancella

    03 Giugno, 2007 14:09

     

    Margaret Atwood ci trasporta in un futuro vicino, in un paese immaginario governato da un regime totalitario in cui politica e religione sono connesse e ruotano intorno alla figura della donna, ridotta al ruolo di procreatrice.
       C’è stato un colpo di stato e le donne in età fertile vengono “reclutate” a questo scopo: si accoppieranno nei giorni a metà del ciclo con un Comandante delle alte gerarchie, in una procreazione geneticamente scelta. Queste sono le Ancelle, vestite con lunghi abiti rossi- rosso come il colore del sangue mestruale, più che della passione, perché ogni sentimento è assolutamente vietato in questa società, anzi è punibile con la morte. In testa hanno una cuffia bianca con grandi ali laterali, come quelle delle suore di un tempo, per evitare sguardi indesiderati e che l’occhio dell’ancella si posi su altro che non sia il cammino davanti a sé.
       Le Ancelle hanno perso il loro nome per assumere quello del Comandante della casa in cui si trovano, ad indicare il possesso della donna da parte di un padrone, come fosse un oggetto. Difred è il nome della protagonista che scrive il diario che diventa soggetto di studio anni più tardi quando viene ritrovato, come testimonianza della vita nel regno di Galaad.
       Le Mogli- alla cui presenza si svolge l’accoppiamento in una cerimonia che fa di loro le madri vicarie in caso di esito fortunato- hanno abiti di un colore freddo, il blu; le donne di servizio sono vestite di verde, le Zie di bianco- sono le vestali di una nuova religione. Difred inizia a raccontare- e a scrivere- quando è appena arrivata nella casa del Comandante: alle Ancelle sono concesse tre prove per restare incinte e, se non succede niente, verranno imbarcate per le temutissime colonie, dove le aspetta una morte quasi certa lavorando per eliminare le scorie tossiche.
       Il lettore viene proiettato nel mezzo di questa società e deve orizzontarsi a poco a poco tra i nuovi termini, gli incarichi, le normative, seguendo Difred nelle commissioni, fermandosi a guardare le punizioni esemplari- ogni tanto c’è qualche frase che lascia intendere una vita passata a cui è meglio non pensare, ogni tanto c’è il desiderio per qualcosa che una volta era comune e che adesso è proibito. Aumentano i ricordi- passato e presente sono contrapposti, prima e dopo, l’inizio di tutto quando le carte di credito delle donne furono bloccate, il tentativo di fuga, l’arresto, e chissà che fine hanno fatto il marito e la bambina di Difred.
       Il diario si interrompe bruscamente- che sia stato scoperto l’amore proibito di Difred? Ogni finale è possibile. Profetico e inquietante, un libro scritto nel 1985 che è una satira dei regimi totalitari, di una possibile retrocessione ad una morale puritana e contro l'autodeterminazione delle donne.

     


    Ladyfest? Che cos'è?

    01 Giugno, 2007 01:13

     

    È un festival autogestito da e per ladies (femministe, etero, lesbiche, transgender, ecc.).
    È femminista perché vuole dare visibilità alla loro cultura (in senso esteso) e sviluppare/incoraggiare la loro autonomia.

    È DIY: do it yourself, cioè gestito fuori dalle meccaniche commerciali, da sol@ o collettivamente, senza rapporti di gerarchia nell'organizzazione e cercando di eliminare la separazione tra chi è attiv@ nella cultura e chi la consuma.

    È un concetto aperto: tutti i ladyfest (in varie città dell'Europa e degli USA) sono gestiti in modo diverso secondo la volontà delle persone che lo organizzano. A Torino, abbiamo deciso di rimanere indipendenti, non chiedendo sponsor o sovvenzioni pubbliche, ma organizzando cene o serate benefit, giusto per pagare le spese di viaggio delle partecipanti da fuori Torino. Abbiamo invitato ladies di vari posti d'Italia ed Europa che hanno in comune di condividere un approccio femminista, queer e DIY in quello che verranno a proporre al ladyfest.

    È un momento di scambio di saperi e di tecniche: ci saranno banchetti con info, brochure, fanzine e anche workshop (canto, video, cucina vegan, danza, etc.) in cui si potrà imparare a fare delle cose insieme.

    È una festa! Vogliamo divertirci, allora venite anche voi ai concerti (electro, punk, hardcore, jazz, garage,ecc.), alle proiezioni di film (documentari e fiction a tematiche femministe e queer), allo spettacolo di danza, alle serate danzanti!

     

    LADIES, AUTONOMIA, FESTA!

     


    en français...

     (Continua)