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    Il Demone amante

    23 Settembre, 2007 14:27

     

     

    Robin Morgan, Sessualità, violenza e terrorismo.  Dalla Palestina all’Irlanda del nord,  La Tartaruga edizioni – Baldini e Castoldi, Milano, 2003 [tit. or: The Demon Lover.  On Sexuality of Terrorism, 1989] Perché ci siamo trovate a disagio nei gruppi politici misti radicali e rivoluzionari?  Perché abbiamo sentito quel linguaggio – non solo quello delle parole ma anche e soprattutto la trama infinita del linguaggio non verbale, dei gesti, delle immagini, delle intonazioni -  come altro da noi? Come dire che abbiamo sentito, intuito, il legame profondo fra la violenza degli stati e quella “rivoluzionaria” degli “stati a venire”, come li definisce Robin Morgan?  Come dire che abbiamo riconosciuto il legame profondo fra il linguaggio degli uomini di stato e quello di tanti leaderini e leaderoni dell’area antagonista?  Robin Morgan lo ha detto, ha trovato, dopo più di venti anni di militanza nella sinistra rivoluzionaria statunitense, le parole per dirlo, costruendo un libro talmente preciso e talmente profetico da essere ancora perfetto per l’analisi dei movimenti terroristici attuali e della risposta di sicurezza degli stati.  Robin Morgan è una donna che ha visto e che ha detto. Il titolo originale di questo libro è Il Demone amante (cambiato nella seconda traduzione italiana a favore di un titolo descrittivo).  Ma è il demone amante il protagonista erotico del libro, l’uomo fatale, l’eroe, l’incarnazione della fascinazione della violenza, una libido che unisce gli uomini come simbolo potente e vitale del  - loro - potere sul mondo e del nostro non-potere. “Le esplosioni in corso in tutto il mondo sono state innescate da una miccia sessuale ed emotiva di vecchia data.  Dalla notte dei tempi il terrorista è l’idolo subliminale di un’eredità culturale androcentrica.  La sua mistica è la versione aggiornata del demone amante.  Suscita pena perché vive nella morte.  Emana potenza sessuale perché rappresenta la distruzione.  Eccita perché fa paura.  E’ una sfida terminale alla tenerezza.  E’ allo stesso tempo l’eroe del rischio e l’antieroe della mortalità.Dall’alto del podio passa in rivista le truppe che gli sfilano davanti, rendendogli il loro tributo.  Pantaloni di pelle nera aderenti, sale sul palcoscenico per poi dar fuoco alla sua chitarra.  Più grande della vita stessa, sullo schermo cinematografico si sistema attorno al corpo mezzo quintale di strumenti d’offesa.  Occhieggia dalle gigantografie dei massimi leader, e conferisce con se stesso in incontri al vertice.  Guida le automobili più veloci e porta gli occhiali più opachi.  Tra applausi e ovazioni sale sul ring del campionato mondiale.  Qualunque cosa abbia addosso si trasforma in uniforme.  E’ un’arma vivente.  Qualunque cosa faccia all’inizio sconvolge, poi diventa moda.  Ci dicono che le donne spasimano per averlo.  Ci dicono che gli uomini spasimano per essere lui”  (p. 10)  Proprio perché scritto nel 1989 questo libro ci dice con ancora maggiore chiarezza che l’ondata terroristica di inizio 2000 non è “inaspettata”, ma è uno sviluppo voluto, pianificato, creato a tavolino:  (Continua)

     


    Altri femminismi. Corpi, culture, lavoro

    14 Luglio, 2007 15:27

     

    ALTRI FEMMINISMI.  CORPI, CULTURE, POLITICA, a cura di T. Bertilotti, C. Galasso, A. Gissi, F. Lagorio, Manifesto libri, a cura della Società italiana delle storiche, Milano, 2006  Al centro di questo volume vi sono i sistemi di pensiero e le pratiche politiche che il femminismo ha assunto con l’irruzione di nuovi soggetti, nell’incontro con altri movimenti e categorie di analisi e di fronte alle emergenze del mondo contemporaneo, dalle trasformazioni del lavoro, all’immigrazione, al fondamentalismo islamico. Il rapporto tra il femminismo e il lesbismo e l’emergere del soggetto trans, il confronto con l’industria del sesso, l’impatto con l’Islam e la riflessione critica sul multiculturalismo nel mondo post-coloniale, l’incidenza delle donne nei grandi flussi migratori. Filo conduttore è l’identità fluida, sia essa sessuale o lavorativa, che caratterizza questa epoca nostra e l’analisi della posizione delle giovani donne che è carica di potenzialità ma anche e di grandi fatiche.  Non esplicito ma chiaro è l’appello sotto le righe a organizzarsi, a superare l’isolamento e la ghettizzazione in cui ogni domanda politica cade quando viene etichettata come “settoriale”. Indice: Introduzione, di Teresa Bertilotti, Cristina Galasso, Alessandra Gissi, Francesca Lagorio; Tramanti non per caso: divergenze e affinità tra lesbo-queer e terzo femminismodi Liana Borghi; Trans, donne e femministe, coscienze divergenti e/o sincronichedi  Porpora Marcasciano; Sguardi e movimenti di donne sul lavoro che cambiadi Adriana Nannicini; Il lavoro sessuale nell’economia della (ri)produzione globaledi Beatrice Busi Le migranti, le reti, la mobilità: sguardi dislocati di ricerca socialeDi Francesca Decimo; Femminismo e Islamismo.  Pratiche politiche e processi di identificazione in epoca post-colonialedi Ruba Salih Identità forzate di Elena Laurenzi.

     

     


    BOOK CROSSING

    13 Luglio, 2007 21:42

     

    Durante ladyfest, ci sarà uno spazio dedicato al book crossing.

    Book crossing? Ecco cos'è: 

    ***** 

    Iscrivendo un proprio libro al sito *www.bookcrossing.com* è possibile condividerlo col mondo, seguirne il percorso fra persone diverse, lontane, sconosciute che hanno in comune proprio la lettura di quel libro.

    *COME FUNZIONA*

    La chiave del gioco è semplice: si registra il libro sulle pagine del sito *www.bookcrossing.com* e con questa operazione gli viene attribuito un codice numerico univoco, il *"BCID"* . Il codice va copiato sulla copertina o dentro il libro, anche più volte, insieme alla dicitura *"Libro Libero"* e
    così equipaggiato, il libro, è pronto per essere *liberato*, vale a dire abbandonato (su un treno, una panchina o un *Ocz *) perché intraprenda una nuova destinazione.. A chi lo ritrova spetta il piacere di leggerlo e la possibilità di visitare il sito de BookCrossing inserendo il codice e scrivendo i propri commenti e impressioni. Dopodiché, si ricomincia.

    Grazie a questo semplice meccanismo ogni libro lascia traccia della propria strada, di persone e luoghi incontrati, di sensazioni evocate.Tutto documentato nelle pagine del sito Web. Chi fa BookCrossing vuole condividere le emozioni che può dare un libro, non solo consigliandolo, ma prestandolo e diffondendolo.

    *****

    Faremo quindi una liberazione di libri durante la ladyfest.

    Potete anche voi proporre e/o donare un libro in occasione dell'evento. Il risultato sarà la creazione di una bookshelf ladyfest, principalmente legato alle donne, le loro lotte, teorie, vissuti, ecc., per poter dare la possibilità ad altre/i di far leggere libri che sono importante per noi, per voi e di trovare libri che non conosciamo/conoscete da prendere e leggere.

    Liberate i libri!!!

     


    Judith Butler, Vite precarie

    24 Giugno, 2007 18:48

     

    Judith Butler, Vite precarie.  Contro l’uso della violenza in risposta al lutto collettivo, Meltemi, 2004; tit. or. Precarious life.  The powers of mourning and violence, 2004.  Judith Butler filosofa femminista, attivista del movimento gaylesbico e ebrea, fa valere queste sue posizioni per portare una critica profonda all’idea che la guerra sia una risposta adeguata all’attacco terroristico subito dagli Stati Uniti il famoso 11 settembre 2001.Lei dice che con la risposta insensatamente violenta all’attacco subito, gli USA hanno perso una grande occasione, quella di mettere in discussione il delirio di onnipotenza, tipicamente “primomondista”, quello per cui le società occidentali in generale e quella statunitense in particolare si autorappresentano come invulnerabili.  A fronte di popolazioni degli altri mondi che noi abbiamo costruito come vulnerabili per definizione e che non possono accedere a nessun grado della sicurezza (dall’acqua, al cibo, all’aria, ai bombardamenti che possono in ogni momento cadere sulle loro teste) ci siamo costruiti questo mito dell’inattaccabilità. Lei invece propone di mettere la vulnerabilità al centro di una nuova e più profonda riflessione politica.  Tutti nasciamo in una situazione di vulnerabilità assoluta, e per sopravvivere abbiamo dovuto affidarci a un altro (per lo più a un’altra).  Più in generale ogni giorno viviamo nella vulnerabilità sociale, ovvero affidandoci agli altri, fidando come minimo nel fatto che non saremo attaccati, feriti, da chi incontriamo ogni giorno.  Per questo ogni violenza è anche violenza psicologica, perché ferisce questa nostra innata tendenza a af-fidarci.Noi non siamo indipendenti, e questa nostra dipendenza, anche nell’identità, viene fuori nel modo più drammatico quando subiamo un lutto grave, la perdita mette in questione chi siamo noi.  Era questa consapevolezza che doveva venire fuori con il lutto dell’11 settembre.Eppure era facile trovare strumenti politici atti ad affrontare questa nuova situazione di vulnerabilità, sono quegli stessi strumenti che i movimenti GLBT e i movimenti femministi hanno dovuto mettere a punto per rispondere al fatto che in quanto gay, lesbiche, transessuali e donne siamo state costruite come violabili e attaccabili: “Negoziare una vulnerabilità immediata e senza precedenti: quali possibilità ci sono?  Quali sono le strategie a lungo termine?  Le donne conoscono bene questo problema, lo conoscono praticamente da sempre, e nessun aspetto del trionfo coloniale ha reso meno netta la nostra esposizione a questo tipo di violenza.”  La giusta risposta, dice, è quella di una nuova coalizione femminista internazionale.  

     


    Carole Pateman, Il contratto sessuale

    24 Giugno, 2007 18:45

     

    Carole Pateman, Il contratto sessuale, Editori Riuniti, 1997, Ed. Or. The sexual contract, 1988 E’ la teoria politica femminista più convincente mai scritta sul contratto di matrimonio e sul contratto di prostituzione.   Pateman comincia ricordando le teorie del contratto sociale che sono alla base delle società “democratiche” e liberali occidentali.  Nota come tale teoria sia basata su “storie congetturali” dove il gruppo dei figli (maschi) dà l’assalto al potere assoluto del padre e ne prende il posto, fondando una società di liberi e uguali (“contratto sociale”).  Manca però una parte fondamentale in questo racconto mitologico, il momento in cui i fratelli rivoltosi si sono accordati per avere un accesso “uguale” alle donne, e nello stesso momento le hanno relegate nella servitù, confinandole nel privato ed escludendole dalla società dei liberi e degli uguali.  (Continua)

     


    King Kong Théorie

    03 Giugno, 2007 15:37

     

     

    Questo libro di Virginie Despentes è uscito l'anno scorso in Francia, tradotto in italiano è diventato King Kong Girl (perché eliminare la parola teoria?!). Dopo una serie di romanzi, King Kong théorie è un "saggio" molto autobiografico, la continuazione della sua analisi iniziata in Scopami o Les jolies choses sulla condizione delle donne nella società, le difficoltà dell'emancipazione e i ruoli (fossilizzati) conferiti alle donne e agli uomini.
    Parla attraverso il suo vissuto di come è stata stuprata, si è prostituita selezionando clienti su minitel (antenato francese di internet), ha realizzato Scopami, film censurato e che ha risvegliato un onda di puritanesimo e ipocrisia riguardo alla pornografia e alle donne.
    Questo testo è anche ispirato a femministe come Angela Davis, Joan Rivière, Gail Pheterson, Monique Wittig e Judith Butler. Spiega come è diventata "Virginie Despentes" facendo scoppiare le idee moralizzatrici sullo stupro, la prostituzione o la pornografia nei suoi romanzi e le sue partecipazioni a trasmissioni in televisione.
    Si oppone alla dittatura dell'apparenza e dei canoni della bellezza (essere magra, ecc.) imposti alle donne. Parla di quello che la società si aspetta da una donna, il controllo sociale che ne risulta, di quello che la società usa con una morale assolutamente ipocrita per mantenere un ordine patriarcale orientato alla soddisfazione degli uomini.
    Molto interessante anche la riflessione sulla paura dello stupro assimilata sin da bambine. O meglio la paura della possibilità di essere stuprata. Il divieto di fare male agli uomini. L'assenza di un'insegnamento della difesa contro lo stupro che lascia come unica soluzione lo stare rinchiuse a casa. Ragionamento paradossale quando si sà che la maggior parte degli stupratori sono persone conosciute dalle persone stuprate (padri, fratelli, zii, compagni, mariti, amici, preti, ecc.).

    Una lettura chiara, diretta, pratica e anche divertente.

     


    I racconti dell'ancella

    03 Giugno, 2007 14:09

     

    Margaret Atwood ci trasporta in un futuro vicino, in un paese immaginario governato da un regime totalitario in cui politica e religione sono connesse e ruotano intorno alla figura della donna, ridotta al ruolo di procreatrice.
       C’è stato un colpo di stato e le donne in età fertile vengono “reclutate” a questo scopo: si accoppieranno nei giorni a metà del ciclo con un Comandante delle alte gerarchie, in una procreazione geneticamente scelta. Queste sono le Ancelle, vestite con lunghi abiti rossi- rosso come il colore del sangue mestruale, più che della passione, perché ogni sentimento è assolutamente vietato in questa società, anzi è punibile con la morte. In testa hanno una cuffia bianca con grandi ali laterali, come quelle delle suore di un tempo, per evitare sguardi indesiderati e che l’occhio dell’ancella si posi su altro che non sia il cammino davanti a sé.
       Le Ancelle hanno perso il loro nome per assumere quello del Comandante della casa in cui si trovano, ad indicare il possesso della donna da parte di un padrone, come fosse un oggetto. Difred è il nome della protagonista che scrive il diario che diventa soggetto di studio anni più tardi quando viene ritrovato, come testimonianza della vita nel regno di Galaad.
       Le Mogli- alla cui presenza si svolge l’accoppiamento in una cerimonia che fa di loro le madri vicarie in caso di esito fortunato- hanno abiti di un colore freddo, il blu; le donne di servizio sono vestite di verde, le Zie di bianco- sono le vestali di una nuova religione. Difred inizia a raccontare- e a scrivere- quando è appena arrivata nella casa del Comandante: alle Ancelle sono concesse tre prove per restare incinte e, se non succede niente, verranno imbarcate per le temutissime colonie, dove le aspetta una morte quasi certa lavorando per eliminare le scorie tossiche.
       Il lettore viene proiettato nel mezzo di questa società e deve orizzontarsi a poco a poco tra i nuovi termini, gli incarichi, le normative, seguendo Difred nelle commissioni, fermandosi a guardare le punizioni esemplari- ogni tanto c’è qualche frase che lascia intendere una vita passata a cui è meglio non pensare, ogni tanto c’è il desiderio per qualcosa che una volta era comune e che adesso è proibito. Aumentano i ricordi- passato e presente sono contrapposti, prima e dopo, l’inizio di tutto quando le carte di credito delle donne furono bloccate, il tentativo di fuga, l’arresto, e chissà che fine hanno fatto il marito e la bambina di Difred.
       Il diario si interrompe bruscamente- che sia stato scoperto l’amore proibito di Difred? Ogni finale è possibile. Profetico e inquietante, un libro scritto nel 1985 che è una satira dei regimi totalitari, di una possibile retrocessione ad una morale puritana e contro l'autodeterminazione delle donne.

     


    Female masculinity

    13 Maggio, 2007 23:19

     

    In questo lavoro Halberstam opera un radicale dislocamento della maschilità rispetto al corpo maschile. La distinzione inglese è tra masculinity (intesa come espressione di maschilità) e maleness (l’essere maschio). Nella tradizione decostruzionista dei queer studies, il concetto di female masculinity (maschilità femminile) mette in questione la naturalezza con cui i corpi maschili sembrano incarnare la maschilità. Esiste, sostiene Halberstam, una maschilità senza maschi. Ben lontana da costituire un’imitazione dell’essere maschio, la maschilità femminile smaschera se mai l’artificio tramite il quale la maschilità stessa è costruita. Per questo è importante riconoscere, esplorare e nominare le forme alternative di maschilità, e in particolare la maschilità femminile, di cui le pratiche dei drag king sono una delle possibili manifestazioni.

    Non solo il concetto di female masculinity ha contribuito a nominare una corrente di rottura all’interno del lesbofemminismo, illuminando e riscattando una genealogia di donne che hanno vissuto auto-identificazioni maschili (e mostrando allo stesso tempo come il desiderio lesbico non sia sempre parte di questo percorso). Di più, essa non si propone come categoria identitaria - piuttosto, apre la possibilità di descrivere in modi differenziati e incompleti le pratiche di sottoculture sessuali diversificate.

    È infine importante sottolineare che la maschilità femminile è innanzitutto leggibile. Halberstam riferisce a questo tipo di esperienza con l’espressione, divenuta famosa, bathroom problem - la circostanza in cui a una donna è vietato l’ingresso in un bagno pubblico femminile perchè - diremmo banalmente - la si scambia per un uomo. Questo errore di riconoscimento pone il problema della relazione tra una maschilità agita consapevolmente (come nel caso dei drag king) e una imposta dall’esterno, tra auto-identificazione e etero-attribuzione, tra autopercezione e leggibilità pubblica.

     


    Gender Trouble

    13 Maggio, 2007 23:17

     

    di Judith Butler 

     


    Dalla parte delle bambine

    13 Maggio, 2007 23:14

     

     La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori 'innati', bensì ai 'condizionamenti culturali' che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare.
    Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta 'a sfavore del sesso femminile'. La cultura alla quale apparteniamo - come ogni altra cultura - si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il 'mito' della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile.
    In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".

     

     


    Fiere di essere puttane

    02 Maggio, 2007 12:26

     

    fières d'être putes

    di Maîtresse Nikita e Thierry Schaffauser

    Questo libro, uscito 2 mesi fa, è l’espressione della lotta di prostitute in Francia per la loro autodeterminazione. Spiegano in modo chiarissimo e non privo di umorismo i motivi della loro lotta e sembra ovvio il suo legame con quella di tutte le donne: prendere in mano la propria vita con la volontà di sbarazzarsi del vittimismo, della moralità cristiana e anti-sesso e delle oppressioni dei padroni e della società patriarcale. Per uscire dalla scelta obbligata mamma/puttana (brava donna/donna senza valore), prendere la parola per conto proprio e non essere “rappresentate” da specialisti (medici, psicologi, politici, ecc,) che spesso servono l’oppressione delle donne più della loro difesa.
    Questo movimento di puttane, con l’appoggio di alcuni gruppi femministi e individui, hanno già organizzato due Pute Pride a Parigi per rendere visibile la loro lotta.


    Presentazione del libro che potete trovare sul sito Les putes:

    Fières d’être putes espone in modo chiaro che né il proibizionismo, in gran parte di destra, né l’abolizione, in gran parte di sinistra, sono risposte al prossenitismo o alla tratta di essere umani.

    Anzi, l’uno come l’altro mettono sempre di più le prostitute nella clandestinità, favorendo così lo sviluppo di reti di papponi mafiosi.
    L’unico modo di lottare efficacemente contro le reti di sfruttamento delle prostitute è di permetterci di uscire dalla clandestinità riconoscendo la nostra attività come un vero mestiere, con le proprie specificità, e di permetterci di farlo in buone condizioni.

    Vogliamo fare il nostro mestiere in quanto lavoratrici indipendenti e in completa legalità, senza magnaccia né case chiuse.

    In questo libro rivendichiamo la legittimità e quindi la legittimazione del nostro lavoro.
    Se Fières d’être putes tratta questioni concrete per le lavoratrici del sesso, il libro vuole anche dare un nuovo respiro e una nuova direzione ai movimenti femministi:

    La lotta delle puttane è quella di tutte le donne!

    Potete ordinare il libro (solo in francese, speriamo sarà presto tradotto) tramite la libreria on line Laltiplano.

     

    en français... 

     (Continua)

     


    Il pensiero straight

    02 Maggio, 2007 12:00

     

    the straight mind

    Monique Wittig era una delle fondatrici del movimento femminista francese degli anni 60-70. Si autoproclamava « lesbica radicale », formula che descrive SIA una preferenza sessuale SIA una scelta politica. Teorica del femminismo materialista, denuncia il mito de “la donna” e mette in discussione l’eterosessualità come regime politico, base di un contratto sociale al quale le lesbiche rifiutano di sottomettersi: “La donna ha senso solo nei sistemi di pensieri e i sistemi economici eterosessuali. Le lesbiche non sono donne”.
    Significa che, seconde lei, la categoria “donne” esiste solo come costruzione in relazione alla categoria “uomini”. Di conseguenza “donne” che non sono in relazione con uomini, non sono costrette ad essere “donne”.
    Monique Wittig ha sviluppato una critica del marxismo, che ostacola il femminismo, ma anche una critica del femminismo che non metteva in discussione il dogma eterosessuale portato dal “straight mind” (pensiero straight).
    Attraverso queste critiche, Wittig proponeva una posizione universalista forte. Per lei, l’abolizione delle categorie di sesso sono necessarie all’avvento del soggetto individuale e della liberazione del desiderio.

     

    en français...

     (Continua)

     


    SCUM manifesto

    02 Maggio, 2007 11:58

     

    scum manifesto

    cose interessanti da leggere a proposito di questo libro:

    1 2

     


    Il secondo sesso

    02 Maggio, 2007 11:54

     

    le deuxième sexe 1le deuxième sexe 2