• Ladyfest? Che cos'รจ?
  • Testi
  • Libri
  • Links
  • Programma
  • Contact
  • Benefit
  • Radio
  • Appuntamenti

  • Menu:

    Female masculinity

    13 Maggio, 2007 23:19

     

    In questo lavoro Halberstam opera un radicale dislocamento della maschilità rispetto al corpo maschile. La distinzione inglese è tra masculinity (intesa come espressione di maschilità) e maleness (l’essere maschio). Nella tradizione decostruzionista dei queer studies, il concetto di female masculinity (maschilità femminile) mette in questione la naturalezza con cui i corpi maschili sembrano incarnare la maschilità. Esiste, sostiene Halberstam, una maschilità senza maschi. Ben lontana da costituire un’imitazione dell’essere maschio, la maschilità femminile smaschera se mai l’artificio tramite il quale la maschilità stessa è costruita. Per questo è importante riconoscere, esplorare e nominare le forme alternative di maschilità, e in particolare la maschilità femminile, di cui le pratiche dei drag king sono una delle possibili manifestazioni.

    Non solo il concetto di female masculinity ha contribuito a nominare una corrente di rottura all’interno del lesbofemminismo, illuminando e riscattando una genealogia di donne che hanno vissuto auto-identificazioni maschili (e mostrando allo stesso tempo come il desiderio lesbico non sia sempre parte di questo percorso). Di più, essa non si propone come categoria identitaria - piuttosto, apre la possibilità di descrivere in modi differenziati e incompleti le pratiche di sottoculture sessuali diversificate.

    È infine importante sottolineare che la maschilità femminile è innanzitutto leggibile. Halberstam riferisce a questo tipo di esperienza con l’espressione, divenuta famosa, bathroom problem - la circostanza in cui a una donna è vietato l’ingresso in un bagno pubblico femminile perchè - diremmo banalmente - la si scambia per un uomo. Questo errore di riconoscimento pone il problema della relazione tra una maschilità agita consapevolmente (come nel caso dei drag king) e una imposta dall’esterno, tra auto-identificazione e etero-attribuzione, tra autopercezione e leggibilità pubblica.

     


    Gender Trouble

    13 Maggio, 2007 23:17

     

    di Judith Butler 

     


    Dalla parte delle bambine

    13 Maggio, 2007 23:14

     

     La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori 'innati', bensì ai 'condizionamenti culturali' che l'individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare.
    Ma perché solo "dalla parte delle bambine"? Perché questa situazione è tutta 'a sfavore del sesso femminile'. La cultura alla quale apparteniamo - come ogni altra cultura - si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori che le preme conservare e trasmettere: fra questi anche il 'mito' della "naturale" superiorità maschile contrapposta alla "naturale" inferiorità femminile.
    In realtà non esistono qualità "maschili" e qualità "femminili", ma solo "qualità umane". L'operazione da compiere dunque "non è di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene".

     

     


    clitoride

    10 Maggio, 2007 22:23

     

    Un assaggio di un film che proietteremo durante la ladyfest:

     (Continua)

     


    Fiere di essere puttane

    02 Maggio, 2007 12:26

     

    fières d'être putes

    di Maîtresse Nikita e Thierry Schaffauser

    Questo libro, uscito 2 mesi fa, è l’espressione della lotta di prostitute in Francia per la loro autodeterminazione. Spiegano in modo chiarissimo e non privo di umorismo i motivi della loro lotta e sembra ovvio il suo legame con quella di tutte le donne: prendere in mano la propria vita con la volontà di sbarazzarsi del vittimismo, della moralità cristiana e anti-sesso e delle oppressioni dei padroni e della società patriarcale. Per uscire dalla scelta obbligata mamma/puttana (brava donna/donna senza valore), prendere la parola per conto proprio e non essere “rappresentate” da specialisti (medici, psicologi, politici, ecc,) che spesso servono l’oppressione delle donne più della loro difesa.
    Questo movimento di puttane, con l’appoggio di alcuni gruppi femministi e individui, hanno già organizzato due Pute Pride a Parigi per rendere visibile la loro lotta.


    Presentazione del libro che potete trovare sul sito Les putes:

    Fières d’être putes espone in modo chiaro che né il proibizionismo, in gran parte di destra, né l’abolizione, in gran parte di sinistra, sono risposte al prossenitismo o alla tratta di essere umani.

    Anzi, l’uno come l’altro mettono sempre di più le prostitute nella clandestinità, favorendo così lo sviluppo di reti di papponi mafiosi.
    L’unico modo di lottare efficacemente contro le reti di sfruttamento delle prostitute è di permetterci di uscire dalla clandestinità riconoscendo la nostra attività come un vero mestiere, con le proprie specificità, e di permetterci di farlo in buone condizioni.

    Vogliamo fare il nostro mestiere in quanto lavoratrici indipendenti e in completa legalità, senza magnaccia né case chiuse.

    In questo libro rivendichiamo la legittimità e quindi la legittimazione del nostro lavoro.
    Se Fières d’être putes tratta questioni concrete per le lavoratrici del sesso, il libro vuole anche dare un nuovo respiro e una nuova direzione ai movimenti femministi:

    La lotta delle puttane è quella di tutte le donne!

    Potete ordinare il libro (solo in francese, speriamo sarà presto tradotto) tramite la libreria on line Laltiplano.

     

    en français... 

     (Continua)

     


    Il pensiero straight

    02 Maggio, 2007 12:00

     

    the straight mind

    Monique Wittig era una delle fondatrici del movimento femminista francese degli anni 60-70. Si autoproclamava « lesbica radicale », formula che descrive SIA una preferenza sessuale SIA una scelta politica. Teorica del femminismo materialista, denuncia il mito de “la donna” e mette in discussione l’eterosessualità come regime politico, base di un contratto sociale al quale le lesbiche rifiutano di sottomettersi: “La donna ha senso solo nei sistemi di pensieri e i sistemi economici eterosessuali. Le lesbiche non sono donne”.
    Significa che, seconde lei, la categoria “donne” esiste solo come costruzione in relazione alla categoria “uomini”. Di conseguenza “donne” che non sono in relazione con uomini, non sono costrette ad essere “donne”.
    Monique Wittig ha sviluppato una critica del marxismo, che ostacola il femminismo, ma anche una critica del femminismo che non metteva in discussione il dogma eterosessuale portato dal “straight mind” (pensiero straight).
    Attraverso queste critiche, Wittig proponeva una posizione universalista forte. Per lei, l’abolizione delle categorie di sesso sono necessarie all’avvento del soggetto individuale e della liberazione del desiderio.

     

    en français...

     (Continua)

     


    SCUM manifesto

    02 Maggio, 2007 11:58

     

    scum manifesto

    cose interessanti da leggere a proposito di questo libro:

    1 2

     


    Il secondo sesso

    02 Maggio, 2007 11:54

     

    le deuxième sexe 1le deuxième sexe 2

     


    Contatti

    27 Aprile, 2007 19:52

     

    ladyfesttorino@grrlz.net

     


    Links

    26 Aprile, 2007 20:09

     

    LADYFESTS
     

     


    «Precedente   1 2 3 4