Interviste

Ecco interviste ad alcune protagoniste di ladyfest:

LADYFEST GRENOBLE (maggio 2007)

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Risponde all’intervista una delle numerose organizzatrici della ladyfest di grenoble…

Mi sembra che a Grenoble, ci siano molte persone attive nella « scena » femminista, queer, DIY, squat, ecc. Penso ad esempio alla Dame de Pique (palazzo occupato da donne sgomberato alla fine del 2007), Dégenrée (trasmissione radio autogestita da femministe, lesbiche, transgender, ecc.), la caravane (esperienza di convivenza femminista on the road che nel 2006 passava in paesini del centro della francia proponendo proiezioni, discussioni, ecc., )…

In effetti,da qualche anno c’è un movimento di anarkofemministe o femministe radicali legate agli squat separatisti. Non so se sono molte persone, ma tra gli/le attivist* politich* ci sono molte donne (negli squat, negli ulitmi anni, rappresentano 2/3 del totale) e femministe, lesbiche, queer… Quindi molte attività femministe e sopratutto una presenza abbastanza forte delle questioni femministe negli ambienti libertari. Con questa posizione di forza è più difficile per gli uomini dire che si tratta di una question « secondaria ».

 

Perché avete organizzato una ladyfest? Era una necessità o un proseguimento logico di cose che avevate già organizzato?

Uno dei motivi per organizzare una ladyfest era di riunire donne che non sono necessariamente nell’attivismo femminista e di fare un evento festivo. In effetti, le femministe radicali hanno la reputazione di essere chiuse, amare e cattive. Fare un festival pieno di tipe era un bel modo di

mischiare gli ambienti, di divertirsi in cose femministe e di avere una visibilità pubblica ancora più grande. Ecco i motivi che mi vengono in mente.

 

Molte attività durante il festival erano non miste (solo ladies): laboratori, discussioni, festa… Perché? Avete dovuto convincere alcune persone o è una ratica abituale e capita?

Fare attività separate è per me uno strumento di lotta essenziale per le donne, in particolare per essere nella situazione di poter prendere coscienza della propria condizione. L’organizzazione del festival era totalmente non mista e questo non ha creato problemi a nessun*: tutte le donne ne erano felici (sopratutto quelle che di solito lavorano in festival). Poi ci sono persone che pensano che non ci siano abbastanza cose miste, altre che non ci siano abbastanza cose non-miste. In particolare molti maschi ci hanno preso tante energie per parlare di questo con loro e uno si è anche presentato alla festa non mista!

 

Durante la vostra ladyfest, l’autogestione era un aspetto super importante e non coinvolgeva solo le « organizzatrici » ma anche tutte le persone presenti (organizzazione collettiva del mangiare, del dormire, ecc.). Come funzionava? Ha funzionato bene?

In effetti, tutt* eran* invitat* a partecipare all’organizzazione materiale della vita. Abbiamo puntato sull’accoglienza e il fatto di vivere cose quotidiane insieme per favorire gli incontri, il

calore e il fatto che sia un momento forte, non un momento « consumato ». Penso che abbia funzionato bene: il cibo era fantastico, gli spazi per dormire erano OK. Un’altro punto: quasi tutto era ad offerta libera. Il lato positivo è che siamo state strabeneficiarie e abbiamo quindi potuto sostenre una decina di progetti. Ma ci sono anche state delle critiche sul fatto che chiedevamo ad ogni evento un’offerta libera perché può essere pesante (viva la gratuità!).

 

Il ladfest ha attirato persone che non sapevano niente del femminismo e dell’autogestione?

Mi sembra di sì. Donne e lesbiche che non avevano avuto esperienze di autogestione di sicuro. Anche persone che non sapevano niente del femminismo. 

Avete l’intenzione di organizzare un’altra ladyfest? Lo fareste allo stesso modo?

Non credo, almeno non subito. E’ stato spossante, l’abbiamo organizzato in 30 in 3-4 mesi e c’erano al meno 3-4 eventi al giorno (durante 7 giorni), più l’organizzazione dell’accoglienza, il bar, il cibo, l’ospitalità, le mostre…, era allucinante (ma anche bellissimo). Ci sono anche stati divergenze politiche nel nostro gruppo, diversi modi di gestire e percepire le situazioni sessiste… E quando ci sono tensioni (stanchezza, agressioni sessiste e omofobiche), queste divergenze ci dividono!

Però, anche se non siamo pronte per un altro festival di questo tipo quest’anno (credo), facciamo ancora un sacco di cose insieme. Nell’insieme, ladyfest è stato molto apprezzato, anche da maschi!

http://ladyfestgrenoble.canalblog.com/

 

 

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LADYFEST BUCAREST (dicembre 2007)


Chi siete e quante organizzatrici c’erano? Perché avete deciso di organizzare un ladyfest?

Siamo un gruppo di circa 12 ragazze/donne (più altre che hanno partecipato all’organizzazione più sporadicamente) e ci sono altre 12 circa nella lista di discussione. Da maggio 2005, dopo il primo ladyfest rumeno a Timisoara, siamo diventate pian piano più numerose: all’inizio eravamo pochissime fino a formare il gruppo che ha organizzato l’ultima edizione (12-14 ottobre 2007 a Bucarest). Il motivo del festival è di “dare visibilità sia all’espressione artistica sia all’impegno sociale delle donne e delle ragazze e trasmettere idee tramite la musica, i spoken words, performance, film e video, mostre, presentazioni, workshop, discussioni aperte e azioni”. Vedevamo che c’era una necessità, una marginalizzazione specifica delle ragazze e delle donne nelle scene di cui facciamo parte e alle quali teniamo, e volevamo trattare questo aspetto. Riot grrrl style! 🙂 (anche se non ci consideriamo necessariamente riot grrrl)

 

Come avete organizzato il ladyfest? E’ costato? Com’è l’avete finanziato?

La nostra comunicazione viene fatta soprattutto online perché siamo tutte in città diverse della Romania e anche all’estero, e non possiamo incontrarci faccia a faccia molto spesso. Abbiamo una mailing list e facciamo conferenze ondine, ma ci vediamo anche tutte insieme ogni tanto. Siamo completamente antigerarchia, prendiamo decisioni basate sul consenso e almeno teoricamente lavoriamo in comitati dedicati ai vari aspetti del festival (i comitati sono comunque molto fluidi). Ovviamente, abbiamo avuto bisogno di soldi per organizzare il festival dalla stampa dei materiali e il noleggio dell’attrezzatura al rimborso delle spese di viaggio delle partecipanti – e abbiamo tirato su i soldi con donazioni (principalmente da altri ladyfest europei), feste benefit e da fondi ricevuti da due fondazioni olandesi: alert fund e xminy solidariteitsfonds.

 

Eravate al ladyfest di Timisoara nel 2005? Era diverso?

Sì, molte di noi erano anche lì (come organizzatrici e/o partecipanti). La differenza principale tra il primo e il secondo ladyfest in Romania era che molto più persone erano nell’organizzazione dell’edizione del 2007 e il programma di quest’anno si concentrava molto di più sui workshop e le discussioni e meno sulla musica e i concerti. A Timisoara, c’erano due serate piene di concerti che hanno fatto venire tanta gente che è solo venuta per i gruppi e pochissima gente è venuta per le altre cose in programma). A Bucarest, abbiamo fissato tre serate di concerti ma con meno gruppi e purtroppo molti di loro hanno annullato all’ultimo. Comunque quest’anno abbiamo avuto giornate molto dense di workshop, discussioni, film, ecc.

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Il festival comprendeva molti workshop e discussioni su vari argomenti (organizzazione non gerarchica, generi, mestruazioni, attivismo video, maternità). Come avete scelto gli argomenti?

In realtà, non abbiamo scelto argomenti. Abbiamo solo annunciato che stavamo cercando idee di workshop e si è formata una lista lunga e variegata; molte del nostro collettivo si sono offerte di animare o coanimare dei workshop e discussioni e hanno semplicemente trattato argomenti ai quali se dedicano nella loro vita personale, attivista o di studio fuori dal ladyfest. Invece cercavamo un workshop di autodifesa femminista per vari motivi (di cui l’importanza di connettersi al corteo “riprendiamoci la notte” che abbiamo fatto la prima sera del festival) e abbiamo avuto la fortuna di essere in contatto con alcune delle donne di ladyfest Vienna: hanno molta esperienza nel merito e erano molto interessate ad aiutarci. Quest’anno, abbiamo anche collaborato con due gruppi: h.arta (tre donne che gestiscono uno spazio d’arte a Timisoara) e d-media (un gruppo di attivismo video), che hanno organizzato presentazioni, discussioni e proiezioni durante il festival.

 

La domenica pomeriggio è stata organizzata un’azione nelle strade di Bucarest: spiegate cosa avete fatto e perché l’avete fatto.

Dopo il workshop “strategie antirazziste” il venerdì pomeriggio, abbiamo deciso di fare un’azione che riguardi un’incidente accaduto lo scorso agosto: il sindaco di uno dei distretti di Bucarest ha spento la sua sigaretta nella mano di una donna rom, dipendente dell’igiene della città, per punirla di essere pigra al lavoro. L’incidente è stato filmato e diffuso da un canale televisivo senza commenti su questo gesto razzista e sessista perché questo servizio esaltava l’atteggiamento positivo del sindaco e tutto il bene che ha fatto per il distretto. Alcune donne che hanno partecipato al workshop e che sono impegnate in un gruppo per i diritti dei/delle rom avevano provato a fare un’azione davanti al comune ma non avevano tempo di continuare. Quindi avevamo pensato di includere il comune, per protestare a proposito di questo incidente, in un “radical tour” di Bucarest la domenica. Abbiamo fatto un manifesto con la scritta “ spegni qua la tua sigaretta” e la foto del sindaco con un testo in cui si diceva che spegnere le sigarette nelle mani dei propri dipendenti non ha prezzo e lo abbiamo attaccato in tutto il quartiere intorno al comune. L’azione era pensata come una protesta diretta e anche perché questo sindaco è molto popolare e pensavamo che queste critiche nei suoi confronti potesse far riflettere la gente nei suoi confronti perché non possiamo aspettare che i media ci aiutino a farlo.

 

C’erano ragazze/donne di diversi paesi (Germania, Svezia, Italia, Francia, Austria, Norvegia, USA…). Siete contente d questo o vorreste che ci fossero più rumen@?

C’erano anche molt@ Rumen@ (almeno 50% e in certi momenti molto di più). Pensiamo quindi che era un bel mix e siamo felicissime di avere supporto e partecipazione da così tanti luoghi. Certo, ci sarebbe piaciuto se più gente, e soprattutto più Rumen@ fossero venut@ (prima di tutto chi su cui contavamo: ad esempio alcunigruppi musicali), ma nell’insieme c’era una bella affluenza.

 

Siete state ad altri ladyfest in altri paesi? Potete paragonarli a quello di Bucarest?

Alcune di noi sono state in ladyfest fuori dalla Romania. Sandra ha proposto di fare un ladyfest a Timisoara dopo essere stata a quello di Amsterdam nel 2004. Io (Ruxi) sono stata ad un concerto durante il ladyfest di Chicago nel 2001 epiù recentemente sono stata a quelli di Budapest, Rotterda, Vienna e Berlino. Non so se si possono paragonare i ladyfest rumeni con gli altri perché sono tutti molto diversi tra di loro: come sono stati organizzati, l’equilibrio tra politica e divertimento, l’interazione delle persone, l’atmosfera, ecc. Direi che quest’anno, a Bucarest, è stato diversissimo di tutti quelli a cui sono stata perché il programma si concentrava su discussioni e l’attivismo e non sui concerti (come già detto prima, era sia intenzionale che incidentale). E’ una buona e brutta cosa allo stesso tempo. Penso che la gente si sia divertita a Bucarest anche senza un centralità dei concerti, ma si potrebbe dire che i ladyfest in generale tendono ad avere un’atmosfera più rilassata di quello che abbiamo fatto noi.

 

Quali sono i vostri progetti (ladyfest o altro)?

Il nostro collettivo vuole darsi un diverso nome da “ladyfest” e allargare i nostri obiettivi, cioè fare altre cose oltre organizzare questo festival ogni due anni. Molte di noi sono interessate nel continuare in vari tipi attivismo femminismo durante tutto l’anno. Ci piacerebbe proseguire con i progetti che abbiamo già iniziato e che non sono specificamente parte di ladyfest (il nostro blog, la nostra collezione di pubblicazioni, libiri e video, una libreria di grrl zine itinerante, un sito di testimonianze e di info contro la violenza). E vogliamo concentrarci di più sull’azione diretta. Come “collettivo ladyfest” vogliamo raccogliere materiali per una zine e un CD di retrospettiva di ladyfest Bucarest 2007 e ridefinire/riorganizzare il nostro sito e blog.

http://ladyfest-ro.pimienta.org/weblog/

http://www.myspace.com/ladyfest_romania

 

SCREAM CLUB (risponde Cindy Wonderful)

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Our music is Queer Electro Sex Hop Hip Pop Punk Rock Feminist Glam Rap. The most important thing we want to comunicate is that you can do what you want to do, whatever it is. Our songs are about love, struggle and international adventure.

 

Your shows have a strong impact because not only your songs have a great musical and political energy but you also have choreographies, videos and colourful creative dressings and make up. Why is all this visual aspect so important to you? Have you worked a lot on creating it or is it just "natural" for you doing so?

The dressing up element started because its fun for us. I think the choregraphies and videos help to comunicate our vibe when people might not understand the words. Plus I think the color is disarming in some way. We would llike to create an enviorment that makes people comfortable and free to let loose.

Would you play anywhere or do you choose the places according to a political criterion?

We have played a wide variety of places and its one thing we enjoy doing. The only places we wont play are places that dont treat us right. Also if we have knowledge that a place is owned by racist or sexists, we would avoid them too, but usually you only learn that after playing somewhere. 

You sometimes get half naked during your shows and the audience often does the same. Do you do it for a specific political reason or just because it’s hot on the stage 🙂 ?

I think it has to do with being free, and accepting what our bodies look like, its like standing up to all the people who ever told me i was fat or ugly and just being like fuck you i set my own beauty standards and you can too. To me its powerful and its been a long road to accept my body and im still working on it. The other reason I like to do it is because in america its still illegeal for women to be shirtless. Men can do it and women cant, because some idiot might think its ok to rape a women if shes naked, so instead of punishing the guy they punish the girl. It makes me crazy. Lots of people in america think that sexism is a thing of the past, and they dont even think about what it means that a women has to keep her shirt on. Also I think its fundamentaly wrong that it is considered obsene to be naked . Our bodies are the one thing that is turly and uniquly ours and ours alone, is against the law to expose. FUCK THAT. Its nature its not a crime.

You are from Olympia where the first ladyfest ever took place. Where you organizers? How was it? Did you imagine that there would have been so many ladyfests in many other countries after that?

I was not an organizer for the first ladyfest, but i did perform at it with my old band RAINBOW SUGAR.  It was an amazing experience for me, there was excitement in the air. It was the first totally pro queer pro women environment I had ever expierenced. I for the first time felt like there was a queer rock and roll world that i related to. It was a gateway into another demension for me.  Before that I was only exposed to mainstream homosexual representations and events. It was great to find like minded people, working for social change. There were rad workshops against racism and workshops to teach you things, and there was such a wide variety of performers. It was really special. Everyone of them is. I had no idea it would have such a cultural impact at the time. I just knew it was exciting and inspiring. I guess though I am not suprised to see it still influencing people today. They are still important, still needed and still helping alot of people realize there are alternatives to what the mainstream has to offer.  I love to see women coming together in a non competitive way to enjoy, entertain, educate and support each other.

You play in many ladyfests, how are they different from other festivals?

I feel like ladyfests are different then other festivals because most of the time the motives are mainly drivin by love and a desire for social alternatives. Every ladyfest is different because each one reflects the social climate of the individual city. Some ladyfests are a majority queer, some are mostly heterosexual, some are in places where men are still suprised to see women even play instruments. Its these types of shows that make me know that Ladyfests are still Radical. I feel like so many friendships are formed at ladyfests and i dont see that at every festival. There is alot of networking and comunity building in a really personal way. So many mind opening coversations take place at ladyfests. They can really be life changing events.

http://www.screamclub.com/

 

 

 

 

 

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